VENEZIA - Il registratore è stato acceso poco prima delle due del pomeriggio, e poco prima delle tre è stato spento. Lady Bruneth ha parlato con i carabinieri per circa un’ora, abbastanza perché i militari le chiedessero di come avesse conosciuto Riccardo Salvagno, di quante volte si fossero incontrati, della natura del loro rapporto e poi, ovviamente, di quel presunto filmato che lo ossessionava, al punto di diventare il movente dietro l’omicidio di un 25enne, freddato con un colpo di pistola in fronte, tra i campi del Veneziano, nella notte tra il 30 e il 31 dicembre. La transessuale di origini spagnole ha risposto punto su punto e le sue dichiarazioni ora serviranno agli inquirenti per mettere ordine nel rompicapo che, a distanza di venti giorni, è ancora il delitto di San Silvestro.
Riccardo Salvagno, rintracciata Lady Bruneth, la trans super-testimone del delitto di Sergiu Tarna
La prostituta è stata chiamata in causa proprio dal vigile 40enne arrestato il 6 gennaio con l’accusa di aver ucciso il barman Sergiu Tarna: prima spontaneamente e poi durante l’interrogatorio di garanzia davanti al pubblico ministero Christian Del Turco, Salvagno ha ammesso di aver sequestrato il giovane e di averlo portato nei terreni coltivati tra Venezia e Mira, grazie anche all’aiuto dell’amico Andrea Vescovo; ha anche spiegato perché si era scagliato contro il ragazzo di origini moldave: era convinto che lui intendesse ricattarlo con un video registrato di nascosto durante uno dei suoi incontri con Lady Bruneth, il 22 dicembre, a Marghera. L’agente della polizia locale veneziana sostiene che la stessa escort l’avesse chiamato al telefono, mentre lasciava la città in treno, per dirgli che «qualcuno» era molto soddisfatto della riuscita di quella trappola, tanto che avrebbe avuto di che «fare un brindisi», ora che lo teneva in pugno. La ripresa non è mai stata vista da Salvagno, ma la voce girava e lui è precipitato in una spirale di paranoia, tanto che il 30 dicembre, affiancato dal complice, avrebbe fatto un primo passaggio in quella zona desolata vicino a casa sua dove poi avrebbe portato Tarna, diverse ore dopo, quindi si è lanciato a raccogliere conferme, chiedendole a una ballerina venezuelana dello stripclub New 1000 lire di Preganziol, nella Marca; lei gli avrebbe indicato il 25enne moldavo e, a quel punto, è scattato il blitz, degenerato in un’esecuzione. Quando i carabinieri hanno recuperato il corpo del cameriere addosso aveva ancora i suoi due cellulari, ma nessuna delle due memorie conteneva alcun file compromettente. La spogliarellista del locale trevigiano, sentita dai militari, ha negato di sapere alcunché di filmati e di ricatti. Ieri, dopo una certa difficoltà iniziale nel rintracciarla, anche la trans spagnola è stata finalmente ascoltata in caserma: oltre alle dichiarazioni di Salvagno le sono state messe davanti le sue stesse frasi, con l’intervista data al Gazzettino, in cui raccontava di aver incontrato il vigile più volte, l’ultima il 24 dicembre, quando lui l’avrebbe minacciata di morte.






