VENEZIA - Se davvero il 22 dicembre ha incontrato Riccardo Salvagno a Marghera, cosa sarebbe successo tra loro due, se veramente esiste un filmato che li vede protagonisti e, nel caso, come è stato registrato, se l’agente della polizia locale ne era consapevole o meno, se era stato drogato, se era stato abusato? E poi: cosa o chi ci sarebbe stato dietro quell’appuntamento? Era stato organizzato da altri? Chi sarebbero le persone che avrebbero «avuto quello che volevano» grazie a quell’agguato? Un fuoco di fila di domande attende la prostituta transessuale triestina Lady Bruneth, ieri raggiunta dai carabinieri: d’altronde lei è uno dei due possibili “supertestimoni” dell’omicidio di San Silvestro, la sua versione potrebbe sciogliere alcuni dei nodi fondamentali del delitto che ha sconvolto il Veneziano nelle ultime ore del 2025, perché se confermasse il racconto del vigile si potrebbe finalmente definire il movente dietro all’assassinio del barman Sergiu Tarna.

Riccardo Salvagno e Andrea Vescovo, chi ha sparato a Sergiu Tarna? Caccia ai supertestimoni. Interrogato l'amico di Tenerife

Il nome d’arte della escort è emerso tra il 6 e il 7 gennaio, quando Salvagno è stato arrestato e poi interrogato dal pubblico ministero Christian Del Turco. Il 40enne era stato indicato come uno dei due responsabili della morte del cameriere moldavo trovato senza vita nei campi tra Venezia e Mira il 31 dicembre: riconosciuto dalle telecamere di videosorveglianza, seguito tramite il suo cellulare, era scappato in Spagna solo per rientrare in Italia dopo una manciata di giorni, trovando i carabinieri ad aspettarlo. Davanti al giudice per le indagini preliminari ha indicato il suo complice, l’amico Andrea Vescovo, e ha detto la sua verità, spiegando di aver sequestrato e affrontato il 25enne perché gli era stato indicato come uno degli organizzatori di un ricatto ai suoi danni: Tarna avrebbe avuto un file che mostrava l’agente in atteggiamenti compromettenti con una trans; Salvagno ha detto di essere stato attirato in una trappola, nove giorni prima dell’omicidio, quando ha incontrato Lady Bruneth, che l’avrebbe sedato e violentato, poi l’avrebbe chiamato dal treno, mentre lasciava il Veneziano, per dirgli che chi le aveva ordinato di agire in questa maniera ora aveva quello che voleva e avrebbe fatto «un brindisi», perché lo teneva in pugno. Il vigile ha parlato di persone che ce l’avevano con lui, che lo ritenevano «un infiltrato» - forse facendo riferimento ai suoi contatti nel mondo della droga, visto che il 40enne si riforniva abitualmente da alcuni spacciatori di cocaina.