MESTRE - A sapere con esattezza come siano andate le cose nei campi di via Pallada, la notte tra il 30 e il 31 dicembre, sono rimasti solo in due, gli stessi finiti in carcere con l’accusa di aver ucciso Sergiu Tarna. L’ex vigile Riccardo Salvagno ha dato la sua versione, che però si ferma un attimo prima dello sparo: non ricorda con esattezza chi abbia premuto il grilletto della sua pistola d’ordinanza, la memoria di quegli istanti è troppo confusa. L’amico Andrea Vescovo, arrestato a una settimana di distanza, proprio grazie alle indicazioni fornite dall’altro, ha invece scelto di non rispondere alle domande del pubblico ministero e del giudice per le indagini preliminari. Chi ha sparato al barman 25enne, quindi? Per capirlo non resta che cercare il modo di valutare la credibilità degli stessi due accusati, e per farlo la procura e i carabinieri contano su altre due voci, due “supertestimoni” che potrebbero confermare o smentire i racconti di ricatti a luci rosse, di fughe preparate in anticipo, di trappole ordite da gruppi ancora celati nell’ombra; sono la prostituta transessuale e l’amico di Salvagno residente a Tenerife.
«Non risvegliate la bestia dentro di me». Il lato oscuro di Andrea Vescovo 'Viskio' tra armi e boxe. Chi è il complice che ha aiutato Salvagno a uccidere Tarna









