Una prostituta transessuale, incontrata a Marghera, che l'ha drogato e violentato. Oppure una ballerina dello stripclub Cocò di Tessera, con cui si era intrattenuto nel corso di una nottata. Riccardo Salvagno ha raccontato entrambe le versioni - la prima al pubblico ministero e al giudice, la seconda a un amico, che l'ha poi riferita ai carabinieri - ma un punto fondamentale della sua ricostruzione non cambia mai: c'era in circolazione un video compromettente, un filmato che avrebbe potuto distruggergli per sempre la carriera, registrato di nascosto e usato per ricattarlo, e il responsabile di tutto (almeno in una qualche misura) era il barista 25enne Sergiu Tarna.

Il colloquio di mercoledì scorso tra il vigile accusato dell'omicidio di San Silvestro e i magistrati ha indicato il nome del complice di quella notte di violenza, finita con l'assassinio del giovane moldavo nei campi di Malcontenta (ne riferiamo a pagina 5 del fascicolo nazionale) ma ha anche messo in fila tutte le verità di Salvagno, l'interrogatorio riportato nell'ordinanza della Gip Claudia Ardita che ha disposto l'arresto di Andrea Vescovo. E, raccontando il movente di quello scontro culminato con un'esecuzione nel buio dei terreni coltivati di via Pallada, l'ex agente della polizia locale veneziana non parla di debiti di droga, ma di una trappola a luci rosse.