VENEZIA - «Quando ho chiesto a Riccardo perché lo hai ucciso, mi ha risposto: perché mi ricattava. Per un video gay. Ed era un ricatto che andava avanti da tempo. Mi ha raccontato che una sera era stato sedato, o comunque drogato, e filmato mentre un uomo faceva sesso con lui. La persona che ho ucciso, mi spiegò, per non rendere pubblico quel video voleva da me qualcosa in cambio. Alla fine l’ho ammazzato».

A parlare con il Gazzettino è N.L., originario della Riviera del Brenta ma residente da tempo a Tenerife. È lui che la notte di venerdì 2 gennaio ha ospitato nel suo appartamento il vigile urbano Riccardo Salvagno, il killer di Sergiu Tarna. E proprio quella sera, il 40enne ora detenuto nel carcere veneziano di Santa Maria Maggiore, si era sfogato con lui: gli aveva raccontato perché il 31 dicembre assieme ad un complice, ora ricercato dai carabinieri, aveva sparato a Sergiu, uccidendolo. Un resoconto che combacia con quanto dichiarato da Salvagno durante l’interrogatorio di garanzia, mercoledì scorso davanti al pm Christian Del Turco e alla gip Claudia Ardita, e che trova più di qualche riscontro anche con la ricostruzione della vicenda delineata finora dagli inquirenti. Il video di cui Salvagno parla, però, non è ancora stato trovato.