La consideriamo una malattia “dei cani moderni”. Legata alle zanzare, al clima, alla diffusione degli animali domestici nel mondo. Ma la filariosi cardiopolmonare potrebbe essere molto più antica di quanto abbiamo mai immaginato. Secondo una nuova ricerca internazionale guidata dall’Università di Sydney, questo parassita circolava già tra i canidi quando il cane non era ancora il cane di oggi. Prima delle città, prima dell’uomo sedentario, prima perfino dell’idea di animale domestico.

Un parassita più antico della domesticazione

La filariosi cardiopolmonare è causata da Dirofilaria immitis, un parassita trasmesso dalle zanzare che vive nei vasi sanguigni del cuore e dei polmoni e può risultare fatale se non trattato. Finora si è pensato che la sua diffusione globale fosse dovuta soprattutto agli spostamenti recenti dei cani domestici, accompagnati dall’uomo. Ma i nuovi dati raccontano un’altra storia. Analizzando oltre 100 genomi di filaria provenienti da cani e canidi selvatici di diversi continenti, i ricercatori hanno ricostruito una genealogia sorprendente: il parassita ha viaggiato con antiche specie di canidi, come lupi e dingo, molto prima che l’uomo iniziasse a selezionare il cane come lo conosciamo oggi. “Quello che stiamo osservando è una relazione evolutiva profonda, che precede l’intervento umano”, spiegano gli autori dello studio, pubblicato su Nature Communications Biology.