Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Dal movente di genere all’ergastolo, dal Codice rosso agli orfani: tutte le misure previste dall’articolo 577-bis

Risale al 25 novembre 2025 il via libera al femminicidio come reato autonomo. Il provvedimento approvato da Camera e Senato ha introdotto nel codice penale l’articolo 577-bis, che tipizza il reato di femminicidio come una specifica ipotesi di omicidio, punita con la pena dell’ergastolo. Entrando nel dettaglio, l’articolo stabilisce che “chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali è punito con la pena dell’ergastolo“.

La legge valorizza il movente di genere e recepisce i principi contenuti nella Convenzione di Istanbul e nella più recente direttiva europea in materia. Tra le misure previste rientrano anche interventi sul cosiddetto Codice rosso. In particolare, i reati ricompresi in questo ambito vengono esclusi dal limite massimo di 45 giorni per le intercettazioni. È inoltre previsto il potenziamento del braccialetto elettronico, che entrerà in funzione a una distanza di un chilometro dalla vittima, anziché 500 metri.