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Gamba sinistra quasi amputata, ustioni su tutto il corpo. Contestato per la prima volta il reato di femminicidio: il marito rischia l'ergastolo

Ventitré coltellate. Poi viene fatta a pezzi e data alle fiamme. Federica Torzullo ha cercato disperatamente di difendersi dalla furia omicida del marito. Lo confermano quattro tagli sulle mani, oltre ai 19 inferti al collo e al volto.

L'autopsia sul cadavere della 41enne di Anguillara Sabazia racconta di un delitto compiuto con ferocia inaudita tanto da aggravare ancora di più la posizione dell'indagato. Da ieri la Procura di Civitavecchia, oltre all'occultamento di cadavere, gli contesta il nuovo reato di femminicidio, ovvero un omicidio volontario commesso «per motivi di odio, discriminazione di genere o per reprimere la libertà, i diritti della persona offesa o la sua personalità, come il rifiuto di una relazione». La pena? L'ergastolo, senza attenuanti o sconti.