Il femminicidio entra nel codice penale come un reato autonomo. Viene definito in modo ampio (come un atto di discriminazione o di odio verso una persona in quanto donna o come conseguenza del suo rifiuto ad avere o continuare una relazione affettiva) ed è punito con l’ergastolo. A ratificare la svolta è stata la Camera. L’Aula ha definitivamente approvato, all’unanimità (237 i sì), il Ddl che introduce nel Codice penale il delitto di femminicidio.

Con il provvedimento si scrive, nel dettaglio, il nuovo articolo 577-bis che indica una fattispecie specifica di omicidio, disponendo la pena dell’ergastolo per chiunque causi la morte di una donna, commettendo il fatto, si legge nella documentazione messa a punto dal servizio studi della Camera, come atti di discriminazione, di odio o di prevaricazione, ovvero mediante atti di controllo, possesso o dominio verso la vittima in quanto donna. Nel disegno di legge figurano e altri interventi normativi per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime.

Il ddl è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 7 marzo 2025 e votato all’unanimità dal Senato il 23 luglio dopo alcune modifiche apportate al testo originario del Governo. La Camera ha deciso di andare avanti e approvare il provvedimento, nonostante lo stop al Senato del ddl stupri.