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9 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 17:20 del 9 Luglio
Via libera della Commissione Giustizia del Senato al disegno di legge del governo che introduce il reato di femminicidio. L’ok è arrivato all’unanimità nel primo pomeriggio di mercoledì, con la conclusione del voto sugli emendamenti. Rispetto al testo varato a marzo dal Consiglio dei ministri, però, la nuova norma prevista al nuovo articolo 577-bis del codice penale è stata riscritta e ora recita così: “Chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali, è punito con la pena dell’ergastolo“. In tutti gli altri casi si applica l’articolo 575, cioè l’omicidio “semplice”, che come pena base (al netto delle eventuali aggravanti) prevede 21 anni. Nella versione originaria, invece, la formulazione era molto più generica: puniva “chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di discriminazione o di odio verso la persona offesa in quanto donna o per reprimere l’esercizio dei suoi diritti o delle sue libertà o, comunque, l’espressione della sua personalità“.








