Arriva il primo via libera in commissione Giustizia del Senato al ddl che introduce nell'ordinamento italiano il reato di femminicidio, punito con l'ergastolo.
La convergenza di tutte le forze politiche su un testo condiviso non era affatto scontata, ma alla fine ha prevalso la volontà di unire le forze su un provvedimento che più di un senatore definisce "epocale".
Per la presidente della commissione Giulia Bongiorno (Lega) si tratta di "una svolta in diritto che segna un salto di qualità nella lotta alla violenza sulle donne". Esulta anche la ministra Eugenia Roccella: "Oggi la lotta alla violenza contro le donne compie un passo importante. Ogni sforzo messo in campo per non dividersi" in questa battaglia "è uno sforzo che onora la politica e fa bene non solo alle donne ma a tutta la società".
L'ultima formulazione del testo approvata, nelle sue tante sfumature, rende bene l'idea dello sforzo corale: "Chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali, è punito con la pena dell'ergastolo".







