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Durante il secondo mandato di Donald Trump l’ICE, l’agenzia federale che formalmente si occupa del controllo delle frontiere e dell’immigrazione, è diventata la più finanziata della storia degli Stati Uniti: ha un bilancio annuale tra gli 8 e i 10 miliardi di dollari, a cui l’amministrazione Trump ha aggiunto altri 75 miliardi entro il 2029.
Tra le altre cose questo ha permesso di raddoppiare il numero degli agenti, che nel 2025 sono passati da 10mila a 22mila. Sono stati impiegati in rastrellamenti in molte città per trovare, arrestare ed espellere gli immigrati irregolari, usando spesso metodi violenti e intimidatori. Per reclutare tutti questi agenti in così poco tempo, l’amministrazione Trump ha avviato una campagna dai toni simili a quelli della propaganda di guerra novecentesca, con molti ammiccamenti al mondo dell’estrema destra, e ha anche annacquato i requisiti per prestare servizio.
Molte pubblicità sono state diffuse dal dipartimento per la Sicurezza interna, da cui dipende l’ICE. Ad agosto ha condiviso un poster in cui si vede un uomo che rappresenta gli Stati Uniti di fronte a delle frecce che indicano “direzioni” opposte: «patria» e «opportunità», oppure «invasione» e «declino culturale». Il dipartimento ha accompagnato l’immagine con la scritta: «Da che parte, uomo americano?», che richiama uno slogan dei suprematisti bianchi.






