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Il 2025 negli Stati Uniti è stato l’anno in cui l’ICE, l’agenzia federale che si occupa del controllo delle frontiere e dell’immigrazione, è diventata il principale strumento delle politiche anti immigrati del presidente Donald Trump, e uno dei corpi di polizia più temuti e discussi del paese.
L’amministrazione Trump ha cominciato a usare l’ICE per fare rastrellamenti nelle città, spesso con metodi violenti e brutali che molti esperti ritengono in violazione dei diritti umani. In meno di un anno inoltre l’agenzia ha aumentato il numero delle operazioni, ha reclutato agenti, ha pubblicizzato il proprio operato con video minacciosi, ha ricevuto miliardi di dollari in fondi aggiuntivi.
Ufficialmente l’amministrazione dice di aver espulso oltre 500mila persone dallo scorso gennaio, anche se ci sono dubbi sull’affidabilità di questo numero. Alcune di loro vivevano negli Stati Uniti da decine di anni, in altri casi sono stati arrestati per errore cittadini statunitensi. I modi in cui è stata fatta la maggior parte di questi arresti hanno provocato grandi polemiche: persone fermate fuori dal luogo di lavoro, separate dai propri figli piccoli, inseguite, ammanettate e umiliate per strada.







