Potrebbe risiedere nei vaccini una delle chiavi della longevità? La domanda è aperta ma recenti studi suggeriscono di sì. Gli ultimi dati arrivano da una ricerca di tipo osservazionale condotta su quasi 4 mila statunitensi di oltre 70 anni: secondo i dati, pubblicati su Journals of Gerontology, ci sarebbe un’associazione tra la vaccinazione per l’Herpes zoster (o Fuoco di Sant’Antonio) e un invecchiamento più “lento”. O, meglio, il vaccino sembra essere correlato a valori positivi di alcuni marcatori legati all'infiammazione e all'invecchiamento biologico.
È vero che le vaccinazioni proteggono dalla demenza e non causano autismo?
RISPONDE PAOLO BONANNI*
Cos’è l’invecchiamento biologico
Andiamo con ordine: sempre più spesso oggi si parla di età biologica, che è diversa dall’età anagrafica: non misura il tempo trascorso dalla nascita, ma i cambiamenti del corpo, a livello sia micro- che macroscopico, ed è in qualche modo misura del grado di fragilità e della velocità di invecchiamento. Ad esempio, una persona di 70 anni potrebbe avere un’età biologica minore o maggiore della propria età anagrafica, ed essere quindi essere persino più giovane, biologicamente, di un’altra di 65 anni.






