“Ho 78 anni e sono in buone condizioni di salute. Nel 2019 sono stato vaccinato col vaccino per Herpes Zoster che si inoculava in un'unica dose. È opportuno che ripeta la vaccinazione anche con quello nuovo che si effettua in due somministrazioni?”

Gentile Lettore,

l’Herpes Zoster, comunemente noto come ‘Fuoco di Sant’Antonio’, è dovuto alla riattivazione del virus della varicella e può dare, soprattutto nelle persone anziane, forme dolorose e complicanze come la nevralgia post-erpetica. In passato era disponibile un vaccino vivo attenuato, somministrato in un’unica dose. Oggi il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale e i calendari regionali esprimono una chiara preferenza per il nuovo vaccino ricombinante adiuvato, che si somministra in due dosi e garantisce una protezione più elevata e più duratura. Per questo motivo il vaccino vivo attenuato non è più previsto nell’attuale offerta vaccinale. Detto questo, il vaccino ricevuto nel 2019 non deve essere considerato inutile: le evidenze disponibili indicano che il vaccino vivo attenuato mantiene una protezione per almeno 5-6 anni con un’efficacia che tende progressivamente a ridursi nel tempo, pur conservando efficace protezione soprattutto nei confronti delle forme più gravi. Chi ha già ricevuto il vaccino vivo attenuato può, dal punto di vista clinico, effettuare successivamente la vaccinazione con vaccino ricombinante adiuvato, generalmente dopo almeno un anno dalla precedente vaccinazione, poiché non vi sono particolari controindicazioni legate al fatto di essere già stato vaccinato. Inoltre, linee guida e raccomandazioni internazionali considerano appropriata la vaccinazione con vaccino ricombinante adiuvato anche nei soggetti anziani immunocompetenti che avevano già ricevuto in passato il vaccino vivo attenuato. Tuttavia, allo stato attuale, non risultano indicazioni ministeriali o regionali che prevedano, in modo esplicito, una rivaccinazione attiva e gratuita con vaccino ricombinante adiuvato per chi è già stato vaccinato con il vaccino vivo attenuato. Pertanto, nel suo caso, può essere utile parlarne con il medico curante o con il centro vaccinale, valutando età, condizioni cliniche e profilo di rischio individuale, ma non si tratta al momento di un richiamo previsto automaticamente dall’offerta vaccinale pubblica.