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Ultimo aggiornamento: 14:31
A un mese dal quarto anniversario del conflitto la Russia ha lanciato l’ennesimo attacco sull’Ucraina con l’intento di colpire le infrastrutture energetiche. Come spesso è accaduto nelle vicende storiche, Mosca utilizza il “generale inverno” a proprio favore; stavolta lo scenario non è interno, ma l’obiettivo resta uguale: far soffrire l’avversario nella stagione più rigorosa dell’anno. Sotto missili e droni sono finite diverse regioni ucraine, compresa la capitale Kiev e le sottostazioni collegate alle centrali nucleari: sono state registrate molteplici interruzioni di elettricità, forniture idriche e riscaldamento. Il bilancio, in termini di vittime, è di un morto e tre feriti. Il direttore generale dell’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica), Rafael Grossi su X conferma la gravità della situazione: “Diverse sottostazioni elettriche ucraine fondamentali per la sicurezza nucleare sono state colpite questa mattina da intense attività militari”. La centrale nucleare di Chernobyl “ha perso tutta l’alimentazione esterna e anche le linee elettriche verso altre centrali nucleari sono state colpite”.
Gli allarmi hanno risuonato negli oblast di Zaporizhia, Rivne, Odessa, Kharkiv, Poltava e Dnipropetrovsk. L’aeronautica militare ucraina ha segnalato che i russi hanno utilizzato 18 missili balistici, 15 missili da crociera, tra cui lo Zirkon, 339 droni, tra cui 250 Shahed: le difese – secondo il resoconto ufficiale – hanno neutralizzato 27 missili e 315 droni.








