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23 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:33
I pesanti raid lanciati nelle scorse ore dalle forze armate russe sulle strutture di produzione energetica dell’Ucraina – con 635 droni, 3 missili aerobalistici Kh-47M2 Kinzhal e 35 missili da crociera Kh-101 e Iskander-K, ha riferito l’Aeronautica militare di Kiev – fa risalire la soglia di allerta sulle centrali nucleari. La situazione viene costantemente monitorata dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che nelle ultime settimane ha lanciato diversi allarmi circa la sua pericolosità.
“Il nemico ha lanciato un altro massiccio attacco al sistema energetico ucraino, il nono dall’inizio dell’anno – ha dichiarato il ministro ad interim dell’Energia Artem Nekrasov (il titolare Hernan Galushchenko, coinvolto nell’inchiesta “Midas”, è stato sospeso dal Parlamento -). Di conseguenza, i consumatori delle regioni di Rivne, Ternopil e Khmelnytskyi si sono ritrovati quasi completamente senza elettricità”, ha aggiunto Nekrasov, riferendosi a due aree – Rivne e Khmelnytskyi – nelle quali sorgono due importanti impianti atomici. A causa di questi raid “le centrali nucleari sono state costrette a ridurre la loro capacità di generazione – ha proseguito il ministro -. Si è verificata una grave violazione dei requisiti internazionali per la sicurezza nucleare (…). Questo fatto non dovrebbe passare inosservato dinanzi alla comunità mondiale“.






