PORDENONE - All’età di 71 anni se n’è andato Gianni Camatta. Sportivo e dirigente di lungo corso, molto conosciuto sia in Veneto come in Fvg, lascia la moglie Luigina, il figlio Davide e la figlia Suna. Negli ultimi anni era debilitato da una feroce malattia, viveva in una casa di riposo veneta. Problemi di salute che con il tempo lo hanno consumato, sino all’epilogo di ieri mattina.

Rappresentante di commercio di una famosa industria di dolciumi, Camatta ha successivamente svolto a tempo pieno il ruolo di dirigente calcistico. Il rosario sarà recitato questa stasera alle 20 nella chiesa parrocchiale di Orsago, dove domani alle 15 saranno celebrati i funerali. Anche l’Udinese Calcio si stringe a Davide Camatta, allenatore dei portieri della Primavera, per la scomparsa del padre.

Nella nostra regione Gianni Camatta era stato protagonista degli anni d’oro della Sacilese del presidente Angelino Cauz. Curando parecchio il settore giovanile, riconosciuto come “Accademia” liventina, con vari titoli regionali e nazionali portati a casa. Quindi operando anche nella prima squadra in Eccellenza. In biancorosso ha totalizzato due cinquine, dal 1990 al ‘95 e dal 2000 al 2005. Molti i colpi messi a segno, anche “piazzando” giocatori nei club professionistici. Rimasti famosi anche quelli a Cosenza in Serie B, dove la controparte era gestita da Gianni Di Marzio. Dal Livenza salparono Fabio “Ciccio” Campaner (attuale allenatore del Pordenone) per una toccata e fuga. Più stabilmente scesero sulla Sila Marco Colle, Filippo Cristante, Ivan Luderin e Boris Cicuto. Dopo l’esperienza sul Livenza si era aperta quella nelle giovanili dell’Udinese per un paio di anni e nel vivaio del Pordenone (2011). Riprendendo un’attività per una prima squadra, accettò di scendere in Seconda categoria a Fiume Veneto. Quindi ancora nelle giovanili del Pordenone quale responsabile dello scouting del settore giovanile. Nell’estate del 2016 è passato al Fontanafredda, dopo una retrocessione rossonera, scegliendo il padovano Claudio Ottoni come allenatore per una ripartenza con una prima squadra. Gli ultimi anni di attività come dirigente sportivo li ha passati a Orsago, praticamente a casa sua, dopo aver collaborato pure nel settore giovanile del Chions.