Altro che isolamento internazionale. La politica estera di Giorgia Meloni vive dentro una fase di profonda trasformazione degli equilibri globali e va letta con categorie nuove, non con i soliti schemi del passato. L’Italia sta tentando – con tutti i limiti strutturali di una media potenza – di ridefinire il proprio posizionamento nel mondo, abbandonando una diplomazia «reattiva» per sperimentare una presenza più articolata nelle dinamiche internazionali. Il punto centrale è il superamento dell’idea di alleanze rigide e definitive. Oggi il sistema globale funziona per reti, convergenze temporanee, cooperazioni settoriali. È la logica delle geometrie variabili - resa famosa all’inizio degli anni Novanta dai tedeschi della Cdu Schäuble e Lamers - che non mette in discussione i pilastri storici della collocazione italiana (Nato, Ue, Stati Uniti) ma li affianca a nuovi canali di dialogo. In questo senso, l’apertura verso l’Asia orientale, e in particolare verso Giappone e Corea del Sud, rappresenta un passaggio politicamente significativo.
Altro che isolamento: Meloni e la diplomazia "a geometrie variabili"
Altro che isolamento internazionale. La politica estera di Giorgia Meloni vive dentro una fase di profonda trasformazione degli equilibri globali e va...










