C'è una frase di Giorgia Meloni che, al di là delle appartenenze, oggi appare incontestabile: la politica estera è ormai politica interna. Le grandi decisioni strategiche si prendono sempre più spesso fuori dai confini nazionali e, da quelle scelte, dipendono sicurezza, energia, prezzi, crescita economica. La collocazione internazionale di un Paese è ormai parte integrante della sua politica interna.

Sotto questo profilo, colpisce il contrasto di questi giorni. Da una parte Meloni a Parigi con Macron, Starmer e Merz, nel tentativo di costruire una linea comune su uno dei dossier più delicati dello scenario globale. Dall’altra la sinistra italiana che, tra Barcellona e Roma, lascia emergere una propria postura internazionale attraverso gli interventi di Elly Schlein e Giuseppe Conte. E non è un contrasto solo di cornice o di agenda. È un contrasto che dice qualcosa del baricentro politico e simbolico che ciascuno sta scegliendo.