Una a Parigi, l’altra a Barcellona. Mille chilometri di distanza, due città europee. È il venerdì che ha segnato, con perfetta simmetria, l’agenda delle due donne-leader del Paese, Giorgia Meloni e Elly Schlein, riproponendo una polarizzazione che fa comodo a entrambe.
La fotografia di ieri racconta molto di quello che sta accadendo: la premier a Parigi per partecipare al vertice, organizzato da Francia e Regno Unito, sullo stretto di Hormuz, Schlein a Barcellona per parlare al Global Progressive Mobilisation, in programma ieri e oggi nella capitale della Catalogna. Evento a cui partecipano i progressisti di tutto il mondo e dove questa mattina la segretaria dem interverrà in un panel dal titolo Freedom Deal: securing Europe Independence in climate, energy, digital and defence policy', insieme a Mohammed Chahim, del Partito Laburista olandese e la vicepresidente esecutiva della Commissione Ue, Teresa Ribera. Per Meloni un impegno istituzionale che segna una piccola svolta nella strategia di politica estera del governo italiano, con la scelta - dopo gli schiaffi di Trump - di stringere i rapporti con i “volenterosi”. Per Schlein è un modo per entrare innanzitutto nella foto dei leader progressisti di tutto il mondo. Ma anche un’occasione per mandare un messaggio alle cancellerie europee, per rassicurarle, per consegnare un’immagine di affidabilità. Quella che Conte rivendica per sé, forte dell’esperienza già fatta a Palazzo Chigi.









