Ha voluto esserci, non solo al tavolo dell'Eliseo ma anche nelle dichiarazioni finali alla stampa.

E tra abbracci, strette di mano e dichiarazioni di intenti allineate ha dato un'immagine di vicinanza con i partner europei come da tempo non si vedeva. Il summit sullo Stretto di Hormuz rientra nel cambio di passo messo a punto da Giorgia Meloni - soprattutto con Emmanuel Macron - in queste settimane, nel pieno del gelo con Donald Trump per i suoi continui affondi.

La premier ha deciso di non replicare direttamente. Ma a suo modo è una risposta anche la scelta di appoggiare la coalizione trainata dal formato E4, con Francia, Germania e Gran Bretagna: "L'Italia farà la sua parte", anche mettendo "a disposizione proprie unità navali, sulla base di un'autorizzazione parlamentare" secondo le "regole costituzionali".

Due navi cacciamine sono già state approntate dalla Difesa e sono attraccate in porto in Italia, disponibili per essere inviate per un'eventuale missione. Ogni mossa, però, è vincolata alle condizioni che Meloni, assieme ai Volenterosi, ha chiarito: "Soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva".