Abu Dhabi Music & Arts Foundation (ADMAF) e il Seoul Museum of Art (SeMA) hanno da poco inaugurato «Proximities» (16 dicembre 2025 – 22 febbraio 2026), una mostra collettiva concepita come il più ampio sguardo sull’arte contemporanea degli Emirati Arabi Uniti mai presentato in Corea del Sud. L’esposizione riunisce oltre 100 opere di 47 artisti di tre generazioni diverse, che attraverso fotografia, video, pittura, scultura, performance e installazioni esplorano le molteplici forme di vicinanza — emotiva, geografica o culturale — e il loro ruolo nella trasformazione senza annullare le differenze. Curata da Maya El Khalil ed Eunju Kim, la mostra si articola in tre sezioni, offrendo prospettive distinte e spazi di riflessione, dialogo e scoperta.
L’esposizione
Un capitolo della mostra, sviluppato in collaborazione con l’artista-curatrice Farah Al Qasimi, si svolge attraverso scene fotografiche inquietanti ambientate in interni domestici immaginari, offrendo riflessioni speculative sulla vita negli Emirati dal 1990 ad oggi. Un altro riunisce Mohammed Kazem e Cristiana de Marchi in un’esplorazione immersiva del disorientamento fisico e psicologico, dove la memoria, lo spostamento e l’appartenenza sono resi attraverso esperienze spaziali stratificate. La proposta finale, ideata dal trio di artisti Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh e Hesam Rahmanian, è incentrata sul motivo del quadrato nel quadrato, che decostruisce le idee familiari di costruzione della nazione e i rituali della vita quotidiana. Attraverso questi tre filoni, le opere di artisti quali Hassan Sharif, Abdullah Al Saadi, Shaikha Al Mazrou, Ala Younis, Rand Abduljabbar e Jumairy tracciano un dialogo tra il personale e il collettivo. Ricontestualizzate nel panorama urbano e culturale di Seoul, le opere d’arte acquisiscono un significato rinnovato, dimostrando come la vicinanza possa rimodellare la percezione senza dissolvere le differenze.








