Dal 19 al 23 novembre 2025, Manarat Al Saadiyat ha ospitato la 17ª edizione di Abu Dhabi Art, la più ampia di sempre: 142 espositori, contro i poco più di 100 dello scorso anno, provenienti da 52 città e 37 paesi. Un’edizione record che segna anche un passaggio storico — l’ultima sotto il nome attuale prima della trasformazione in Frieze Abu Dhabi nel 2026. Si chiede un capitolo e, insieme, l’avvio di una nuova fase per il mercato dell’arte del Golfo, in un momento in cui anche Art Basel prepara il suo debutto nella regione con la fiera in Qatar prevista per il prossimo febbraio.
“Il passaggio a Frieze Abu Dhabi non è un cambio di identità, ma un’evoluzione della nostra capacità e dell’integrazione nella scena globale”, afferma Dyala Nusseibeh, alla guida della fiera dal 2016. Reinventarsi, del resto, non è una novità: nata nel 2007 come ArtParis Abu Dhabi, l’anno successivo è stata rilevata dall’Abu Dhabi Authority for Culture and Heritage (ADACH) e ribattezzata Abu Dhabi Art. “Ogni cambio di passo - sottolinea Nusseibeh - richiede di scalare in modo strategico e negli ultimi dieci anni - aggiunge - il Golfo è passato dall’essere un luogo percepito come speculativo sulla mappa dell’arte globale a diventare un vero centro di gravità”.







