L’incertezza politica internazionale e la crisi del mercato dell’arte hanno contagiato le istituzioni londinesi, che hanno risposto con proposte solide e di grande qualità artistica per la Frieze Art Week. Si tratta di artisti internazionali, emergenti e consolidati, che intercettano tutti gli aspetti e le contraddizioni della società contemporanea, ispirando e facendo riflettere. Le loro mostre sono un distillato di visioni che attraversano territori più tradizionali, pittorici, ma anche quelli tecno-simbiotici, dove interrogare le coscienze delle intelligenze artificiali e il valore dell’immaginazione ai tempi di smartphone e chatgpt.

I maestri

I grandi musei propongono gli omaggi alla carriera – a partire dagli artisti inglesi Gilbert & George all’Hayward Gallery, ancora per pochi mesi sotto la guida ventennale dell’influente curatore di origini americane Ralph Rugoff, già direttore della 58. Biennale di Venezia (2019). Pungente e a tratti grottesco, il lavoro del duo di artisti, oggi ottantenni, è costruito su un vocabolario iconografico centrato sull’autoritratto e la performatività del corpo. Le loro griglie di testi, colori e simboli portano in galleria tutti i tabù della società di oggi, dalla religione alla politica e alla sessualità. In Italia sono rappresentati dalla galleria Alfonso Artiaco e di recente anche da Thaddaeus Ropac, galleria internazionale che ha aperto a Milano a gennaio, e ha venduto a Frieze un grande pannello degli artisti a 225mila dollari durante le prime opere di apertura.