Si è conclusa la 17ª edizione di India Art Fair, andata in scena dal 5 all’8 febbraio a Nuova Delhi, che ha registrato una settimana di vendite solide e un’intensa attività collezionistica, confermando il ruolo dell’India come uno dei mercati più dinamici del sistema dell’arte globale. La fiera ha dimostrato una crescente capacità di attrarre capitali, talenti e interesse curatoriale, rafforzando il proprio posizionamento nel calendario fieristico internazionale e ribadendo la sua centralità come uno degli appuntamenti culturali più significativi del Paese, dove artisti emergenti e nomi affermati si confrontano davanti a un pubblico globale.

Con 135 espositori, tra cui 94 gallerie e 24 importanti istituzioni artistiche, India Art Fair si conferma uno snodo strategico del mercato globale in un momento in cui l’attenzione internazionale si concentra sempre più sul South Asia e sulla sua produzione artistica. Accanto a una solida presenza di gallerie indiane, la fiera ha visto una significativa partecipazione internazionale, con ritorni importanti come David Zwirner e Galleria Continua, affiancati da sette nuove presenze: Whitestone Gallery, LAMB (Londra), Rajiv Menon Contemporary (Los Angeles), 193 Gallery (Parigi), Gowen Contemporary (Ginevra), Danfe Arts (Kathmandu) e DMINTI (New York). Le gallerie indiane hanno presentato capolavori dei pionieri del modernismo, il cui lascito continua a influenzare il pensiero artistico contemporaneo. Tra questi, le opere di M.F. Husain proposte da Aicon Contemporary (New York), con prezzi compresi tra i 2 e i 6 milioni di dollari, hanno attirato particolare attenzione, anche alla luce della recente apertura di un museo a lui dedicato a Doha.