È alta l’attenzione attuale sull’arte indiana contemporanea. A Milano è in mostra al PAC, nell’esposizione intitolata “India. Di bagliori e fughe” (fino all’8 febbraio), con 28 artisti che si concentrano sulle complessità e le trasformazioni del presente. Mentre in Kerala, all’estremità meridionale della penisola indiana, storico luogo di scambio di spezie, ma anche di culture e religioni, ha aperto la sesta Biennale di Kochi-Muziris (dal 12 dicembre al 31 marzo 2026). Con 66 artisti da 25 paesi, la Biennale rappresenta la più importante manifestazione artistica dell’Asia Meridionale, nata nel 2012 per iniziativa di un gruppo di artisti costituitisi in fondazione, tra cui Bose Krishnamachari, presidente della Biennale, e Shwetal A Patel, responsabile per le partnerships e programmi internazionali, con la volontà di creare un evento non commerciale nel contesto artistico locale, allora dominato dalle gallerie e dal mercato. Tuttora rimane una Biennale che pone al centro gli artisti e il senso di comunità e sostegno reciproco per creare un ecosistema artistico. Lo sottolinea il curatore di questa edizione, un artista ben noto al mondo dell’arte internazionale, Nikhil Chopra, classe 1974, conosciuto anche in Italia, dove è rappresentato da Galleria Continua dal 2012.