I tempi non sono ancora maturi per lanciare una vera e propria fiera d’arte in Arabia Saudita. Perché rischiare, dunque? Meglio allora scommettere su un formato più agile e sperimentale: una settimana dell’arte che unisce la spontaneità di un festival con l’ambizione internazionale di una fiera, ma senza la pressione commerciale.
Dal 6 al 13 aprile si è tenuta la prima Art Week Riyadh, un evento diffuso che ha aperto le porte degli studi d’artista, inaugurato mostre in numerose gallerie della capitale (comprese quelle dell’Al Mousa Center), e ospitato ben 45 gallerie provenienti da Medio Oriente, Africa, Asia ed Europa — con Galleria Continua come unica rappresentanza italiana. Nel quartiere creativo di Jax, queste gallerie hanno esposto opere museali in un contesto non commerciale, accompagnate da una sezione dedicata all’immagine in movimento, con film d’artista firmati da nomi come Bani Abidi, Zineb Sedira e Theaster Gates. Al centro della manifestazione, la mostra «Collections in Dialogue», che ha riunito opere provenienti da tre prestigiose collezioni saudite: Art Jameel, Ithra e SRMG (Saudi Research and Media Group). Direttrice artistica dell’evento è stata Vittoria Matarrese, affiancata dalle curatrici associate Basma Harasani e Victoria Gandit Lelandais. In questa intervista, Matarrese racconta com’è nato il progetto e offre uno sguardo dall’interno sulla scena artistica saudita, oggi in piena trasformazione.






