Roma – Quando arriva Giorgia sul palco, Gino Castaldo ha appena finito di raccontare di quanto fosse bello scrivere di musica per Repubblica, «quando ti spedivano a recensire il concerto dei Rolling Stones a Copacabana. Quel concerto da un milione di spettatori» e di come lui ed Ernesto Assante, suo amico fraterno, scomparso due anni fa, avessero seguito la cantante dall’inizio. «L’abbiamo seguita», racconta, «da prima che diventasse famosa e con lei siamo diventati giornalisti, un po’ famosi anche noi».

Camicetta con le paillettes e pantaloni neri, a 54 anni Giorgia Todrani è rimasta una ragazza che regala emozioni e restituisce la sua. «Sono contenta di essere entrata dopo la foto di Ernesto, abbiamo condiviso con Repubblica cose importanti... Dovendo scegliere le canzoni in trent’anni di carriera è complicato, farò un po’ di questo e un po’ di quello».

Parte con Gocce di memoria e su, tutti con i cellulari alzati. «Poi siccome c’è Lorenzo (Jovanotti), non posso non cantare la canzone che mi ha regalato». E via con Tu mi porti su, sono passati 15 anni ma quei versi pieni di allegria e di gioia di vivere se li ricordano tutti. Quindi un classico, la canzone che l’ha consacrata al Festival di Sanremo, Come saprei, nel 1995. «Ha 31 anni, ci fa sentire una cosa sola, sensazione importante per noi persone».