Formazione, ma anche infrastrutture. Il Piano Mattei apre scenari sempre più grandi ed importanti nell’economia del Sud del mondo. E la prima pietra del nuovo porto di Misurata in Libia è un esempio di come l’Italia sia sempre più protagonista in questa evoluzione.

E non è certamente un caso, il fatto che il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani abbia voluto presenziare alla cerimonia con una precisa delega del presidente del Consiglio Giorgia Meloni: sulla Misurata Free Zone insieme alla bandiera libica e qatarina sventola anche quella italiana. All’Italia e al Qatar, infatti, che fanno riferimento le società coinvolte nel progetto di ampliamento del porto e nella gestione del terminal contenitori, ossia Msc e Al Maha Qatari Company, alleata storica della compagnia dell’armatore Gianluigi Aponte.

Made in Italy, da Nola il distretto del tessile conquista Francoforte

Con Tajani e Diego Aponte, ceo del Gruppo Msc, sono intervenuti alla posa della prima pietra il primo ministro e ministro Affari Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani e il primo ministro libico Abdulhameed Mohamed Dabaiba. Un nota della Farnesina sottolinea che gli investimenti per lo sviluppo del porto della Zona Franca di Misurata, nel nord-ovest della Libia, potrebbero raggiungere 2,7 miliardi di dollari in tre anni, rendendolo uno dei più importanti progetti di espansione delle infrastrutture portuali del Nord Africa.