Dalla sua apertura, il 17 febbraio 1965, il Piper di Via Tagliamento a Roma - lo storico locale al quale sono stati messi i sigilli per mancanza dei requisiti di sicurezza, durante i controlli sulla movida scattati dopo la strage di Crans-Montana - è stato il contraltare italiano di quello che altri club sono stati per la Swingin' London o per New York, San Francisco e Los Angeles: un luogo di incontro dove i nuovi giovani, "i capelloni" della generazione ye-ye, potevano finalmente trovare un luogo dove ascoltare dal vivo i gruppi beat, dove i fan si dividevano tra l Equipe 84 e i Rokes, i più famosi, insieme a Mal dei Primitives, di quella numerosa colonia di emigrati inglesi che non ce l'avevano fatta a casa e avevano trovato fortuna in Italia.
Al Piper andavano tutti: da Moravia a Schifano ai ragazzi qualunque, per le ragazze la minigonna era d'obbligo, c'era chi andava dal sarto per farsi i pantaloni a zampa e svasati e chi le cose trendy le comprava a Carnaby Streets.
Poi c'erano i Collettoni e le Collettine, i ballerini di Rita Pavone di cui facevano parte Renato Zero e Loredana Bertè, in sala dominavano Mita Medici e Patty Pravo, la "ragazza del Piper" per eccellenza. In tanti hanno vissuto in questo locale il loro romanzo di formazione.











