“Per me il Piper è un locale sicuro, io a Capodanno ero lì con due dei miei figli di quindici e diciotto anni. Se avessi avuto qualche dubbio, di certo non li avrei portati con me”, dice Giancarlo Bornigia junior, figlio di uno dei fondatori e proprietario del locale. Parla a poche ore dal sequestro preventivo del locale, con una lista provvisoria di contestazioni a cui rispondere che va dalle modifiche strutturali agli impianti non autorizzate a condizioni igienico-sanitarie che lasciano a desiderare. “È chiaro che all’interno di un quadro complesso, seguito alla tragedia di Crans-Montana, ci sono maggiori controlli. Da parte nostra, c’è massima collaborazione”.

Lei quando ha saputo della tragedia di Crans-Montana cos’ha pensato?

“Sono rimasto sconvolto. Ripeto, a Capodanno ero con i miei figli in un locale che per me è sicuro”.

Adesso però le contestano che il Piper non lo sia.

“Non ero al locale sabato, quindi non so di preciso cosa sia successo, né ho avuto modo di esaminare in dettaglio il provvedimento. In ogni caso, siamo già al lavoro per raccogliere la documentazione che ci permetta di chiarire certe contestazioni e per studiare come sanare le difformità che ci contestano. Dall’altra parte, auspichiamo in un rapido dissequestro, in modo da poter intervenire”.