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Fondato nel 1965, il Piper è stato epicentro della cultura giovanile italiana e della beat generation, lanciando artisti come Patty Pravo e Renato Zero e ospitando star internazionali come Pink Floyd e Jimi Hendrix. Un pezzo di storia della musica e del costume romano oggi davanti ai sigilli della legge
C’è una foto che torna sempre quando si parla del Piper, una porta anonima in via Tagliamento e, dietro, mezzo secolo di notti romane. È da lì che parte la notizia di oggi, sigilli allo storico locale, dopo i controlli della polizia che hanno rilevato modifiche strutturali, assenza di certificazioni e rischi legati all’evacuazione. Un provvedimento amministrativo, per ora, che dovrà essere convalidato dall’autorità giudiziaria. Ma che inevitabilmente riapre una storia molto più grande del fatto di cronaca.
Il blitz degli agenti è scattato dopo l’una di notte. A eseguire il decreto di sequestro preventivo disposto dal pm sono stati gli agenti della Questura di Roma, che hanno chiuso il Piper Club, storica discoteca di via Tagliamento, nel quartiere Coppedè. Secondo quanto si apprende, alla base del provvedimento ci sarebbero, oltre alle modifiche strutturali, l’assenza di alcune certificazioni, criticità nei piani di evacuazione di emergenza, carenze igienico-sanitarie e la presenza di un numero di avventori di gran lunga superiore alla capienza prevista per l’impianto.











