"Permetterà di rompere il potere del correntismo. Per questo voterò sì al referendum sulla giustizia": Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or nonché ex ministro dell’Interno nel governo Gentiloni, lo ha detto in un'intervista al Foglio parlando della riforma Nordio varata dal governo. Dunque, ha spiegato che si tratta di un "passo in avanti, che rende l’Italia più moderna, più europea e anche più sicura". Anche Minniti, insomma, autorevole voce della sinistra, smentisce le teorie dell'opposizione, secondo cui questa riforma servirebbe solo ad assoggettare la giustizia al potere politico.

L'ex ministro ha ricordato come questa riforma completi il percorso cominciato da Giuliano Vassalli, che prevedeva anche "la separazione delle carriere, troppe volte rimandata perché interessi politici soggettivi hanno prevalso". Poi ha aggiunto: "Non solo non vedo la separazione delle carriere come una minaccia, ma al contrario penso sia un passaggio importante per rendere il sistema giudiziario più efficiente". Secondo lui, dietro questo provvedimento ci sarebbe anche "una spinta europeista": "La riforma avvicina la nostra giustizia ai valori e ai princìpi di fondo dell’Europa, alle garanzie di tutela dell’individuo. In un contesto internazionale come quello attuale avere un riferimento comunitario è un elemento di forza, non di debolezza".