Non è solo lo smog degli scarichi, a farsi sentire sono anche le microplastiche. Quelle da pneumatici che nelle aree urbane a traffico intenso e dove i veicoli frenano e ripartono molto frequentemente, possono risultare fino a cinque volte più elevate rispetto alle altre zone. È quanto emerge da uno studio condotto nell’ambito del progetto europeo Polirisk con la collaborazione degli esperti dell’Enea.

Microplastiche da pneumatici in città

«In città una delle principali fonti di inquinamento da microplastiche è rappresentata dalle minuscole particelle generate dall’attrito degli pneumatici sull’asfalto durante la normale circolazione dei veicoli - sottolinea Maria Rita Montereali, ricercatrice del Laboratorio Impatti sul Territorio e nei Paesi in Via di Sviluppo dell’Enea e e coautrice dello studio insieme alle colleghe Laura Caiazzo e Sonia Manzo -. Finora, solo pochi studi internazionali hanno quantificato le concentrazioni atmosferiche di queste particelle». A rappresentare questo scenario, il nuovo studio che, come sottolinea la responsabile, misura la presenza delle microplastiche e valuta le «le variazioni in relazione ad altri inquinanti primari del traffico, analizzando aree caratterizzate da differenti condizioni di circolazione veicolare». In futuro, i dati raccolti potranno essere utilizzati per verificare le possibili associazioni con gli effetti sulla salute.