Trecento persone in piazza di sabato mattina, invece che per la colazione al bar, riunite dall’esigenza di vivere in un quartiere sicuro. Il rione Esquilino, nel cuore di Roma, è quello che sta pagando più caro il prezzo del far west in cui si è trasformata la stazione Termini, con il suo «ecosistema» di disagio sociale e criminalità che si è esteso a macchia d’olio fino a inglobare le zone residenziali. Il risultato è che, varcata la soglia di casa, i cittadini non sono più tranquilli, la sera evitano di uscire a piedi e se lo fanno di giorno si guardano dietro le spalle, temendo l’ennesima molestia, se non scippi e rapine anche solo per pochi euro o per un cellulare da rivendere al mercatino del rubato. L’ultimo episodio che ha sconvolto l’opinione pubblica è la doppia aggressione che, nel giro di un’ora, una settimana fa ha spedito in ospedale un funzionario ministeriale e un giovane rider. Secondo i primi risultati delle indagini, in entrambi i casi i responsabili sarebbero giovani nordafricani. Per i residenti è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ieri hanno protestato riunendosi in piazza Vittorio, altra zona che con sempre più difficoltà viene strappata a spaccio e degrado.
Roma, Termini è un far west. La rabbia dei cittadini: “Quartiere invivibile”
Trecento persone in piazza di sabato mattina, invece che per la colazione al bar, riunite dall’esigenza di vivere in un quartiere sicuro. Il rio...








