ROMA – Per l’ennesima volta, Mario Draghi prova a far suonare una sveglia per l’Unione europea e i suoi leader. «In questo momento l’Europa ha molti nemici, forse più che mai, sia interni che esterni», ha detto l’ex presidente della Bce ed ex presidente del Consiglio italiano in un videomessaggio realizzato dopo che la città di Aquisgrana gli ha assegnato il premio Carlo Magno per l’integrazione europea. Per preservare il futuro dell’Unione gli europei devono essere più uniti che mai, ha spiegato Draghi, ribadendo concetti già espressi nel suo rapporto per la competitività: «Dobbiamo superare le nostre debolezze autoinflitte e diventare più forti: militarmente, economicamente e politicamente».
Draghi: “Serve debito comune”. Allarme sull’Ucraina: “Presto resteremo soli a garantire sicurezza”
a cura della redazione Economia
I nemici dell’Europa
Il senso di accerchiamento patito dall’Europa è sempre più forte, tra la guerra di Putin in Ucraina che sta per entrare nel quinto anno, le mire di Trump sulla Groenlandia, la concorrenza formidabile della superpotenza industriale cinese. Altrettanto evidente, anche per la crescente forza dei partiti nazionalisti ed euroscettici, è l’incapacità dei leader dell’Unione di immaginare nuove risposte comuni, efficaci e tempestive. Il rapporto Draghi sulla competitività europea, commissionato da Ursula von der Leyen e presentato nel settembre 2024, conteneva una ricetta di rilancio a base di investimenti in tecnologia, completamento del mercato unico, difesa comune, transizione energetica e — alla base, per quanto largamente ignorata — una maggiore cessione di sovranità dai Paesi alle istituzioni Ue.









