"Meloni, Meloni chiudi il consolato": è lo slogan scandito da alcune centinaia di manifestanti al presidio organizzato dall'associazione Italia-Iran davanti al consolato iraniano a Milano per protestare contro la repressione operata dal regime della Repubblica islamica.

Iran: presidio contro la repressione davanti al consolato di Milano - diretta

Al grido di "Javid shah" in persiano "viva il re" i manifestanti chiedono a gran voce al governo italiano di intervenire ritirando la delegazione diplomatica nel Paese. "L'associazione Italia-Iran rappresenta la comunità iraniana in Italia e anche gli italiani che lottano insieme agli iraniani nella battaglia contro il regime assassino della Repubblica Islamica e fa riferimento alla leadership del Principe Reza Pahlavi che il popolo iraniano e i giovani iraniani nelle strade in questi giorni a rischio della vita hanno indicato come il leader che loro desiderano per guidare una transizione alla democrazia e l'avvio di una fase costituente per poi votare sul futuro del loro Paese", ha spiegato Mariofilippo Brambilla di Carpiano, presidente associazione Italia-Iran.

"Qui non si parla solo di un ritorno dello Scià, qui si parla di un ritorno della democrazia, delle libertà civili e costituzionali. Il principe Reza Pahlavi è in campo fin dall'inizio come figura unitaria per garantire una transizione democratica - ha proseguito Brambilla di Carpiano - Il suo progetto politico è quello di portare in sicurezza il Paese a votare in un libero referendum. Saranno gli iraniani che sceglieranno quale forma di governo vorranno per il loro futuro. Ma l'importante adesso è la caduta del regime e la gestione di una transizione che sia il più possibile pacifica e scongiuri guerra civile e spinte centrifughe. Stiamo parlando del Medio Oriente e questo è un rischio concreto", ha concluso.