Canti, balli e bandiere: quelle storiche dell’Iran con il simbolo dello Shah di Persia alzate in segno di vittoria mentre quelle della Repubblica Islamica dell’Iran bruciate. Così i dintorni del Consolato della Repubblica islamica in via Monte Rosa, a Milano, si sono riempiti dalle 14.30 di migliaia di manifestanti iraniani, ma anche di tanti italiani e rappresentanti di diverse associazioni. Fino a poco prima delle 17 la strada si è trasformata in un grande spazio di festa, tra musica e abbracci dopo la morte dell’Ayatollah.
Il presidio è stato organizzato per celebrare l’uccisione della guida suprema Ali Khamenei, avvenuta ieri in seguito a un bombardamento mirato da parte di Stati Uniti e Israele. “L'intenzione di fare questo presidio è stata proprio quella di festeggiare davanti al Consolato la fine di uno dei più grandi dittatori”, ha dichiarato Rayhane Tabrizi, fondatrice e presidente dell’associazione Manaà. Per consentire lo svolgimento della manifestazione pacifica in sicurezza, la Polizia Locale ha chiuso il tratto di strada da piazzale Lotto a via Silva fino alla fine dei festeggiamenti.
L’ondata di entusiasmo non è stata interrotta nemmeno quando un drone ha iniziato a sorvolare sopra i manifestanti, poi sparito alla richiesta di spostarlo da parte della polizia. Dopo ore di musica e celebrazioni, il presidio si è concluso con un minuto di silenzio: molti partecipanti si sono inginocchiati in memoria delle vittime del regime e i giovani morti durante la repressione e gli arresti di massa seguiti alle proteste scoppiate alla fine del 2025. I loro volti ora stampati su fotografie sorrette da parenti e amici sono stati ricordati con fiori e candele.











