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Tra Artico e Nato, la premier allarga lo sguardo ai dossier più caldi: frena su un intervento militare in Iran, invoca la de-escalation e resta prudente anche sul ruolo italiano nella ricostruzione di Gaza

Dopo la prudenza dei giorni scorsi messa nero su bianco dai ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, Giorgia Meloni apre alla possibilità di valutare una presenza militare italiana in Groenlandia. Con molti se e tanta cautela. Ma, soprattutto, sottolineando come non debbano esserci “intenti divisivi” rispetto agli Usa e a Donald Trump e come ogni mossa debba essere decisa all’interno della cornice della Nato.

“La questione del rafforzamento della sicurezza e della presenza degli alleati in Groenlandia - dice Meloni in un punto stampa all’ambasciata italiana a Tokyo al termine della sua missione in Giappone - è un tema serio, che però sta nell'ambito del dialogo all'interno dell'Alleanza Atlantica”. Insomma, la Groenlandia “va considerato territorio di responsabilità della Nato” e siccome “il tema che gli americani pongono è serio” va fatto “all’interno dell’Alleanza” un “ragionamento” su “come rafforzare la nostra presenza”. Insomma, aggiunge, “credo che quello sia l'ambito nel quale discutere questa materia, anche per quello che eventualmente riguarda la nostra presenza". Che, dunque, Meloni non esclude a priori.