Un frullatore di emozioni, appena quarantotto ore di tempo per preparare il debutto e una pagina vuota già riempita, almeno con un punto che sa di ripartenza. Paolo Vanoli chiude i primi giorni da allenatore della Fiorentina con la soddisfazione, dopo il pareggio per 2-2 di Genova, di aver mosso la classifica e di aver trasferito seppur in poco tempo i suoi principi, apprezzati dal club e dai giocatori. E mentre, il nuovo tecnico studia le prossime mosse, il presidente Rocco Commisso dagli Stati Uniti smentisce seccamente le voci sulla vendita della società. «Non è possibile - dice - che nei momenti di difficoltà, tornino ad affiorare queste falsità quando, invece, ci sarebbe bisogno di unità, compattezza e coesione tra tutto l’ambiente, squadra, club, città e tifosi. Siamo ripartiti da pochi giorni con un nuovo assetto tecnico, lasciamo il tempo di lavorare alle persone che hanno la mia fiducia a cominciare dal dg Alessandro Ferrari fino a tutte le altre persone che sono presenti nel nostro Club. Ripeto la Fiorentina non è in vendita».
Paolo Vanoli
(agf)
Intanto, martedì 11 novembre, la squadra tornerà ad allenarsi sotto gli occhi di Vanoli impegnato a studiare come risalire in classifica: «C’è tanto da lavorare», ha detto Vanoli domenica. E il tecnico, in appena due allenamenti e in una sola gara, ha trasferito le parole in fatti, vivendo la sua prima panchina in viola dapprima con la tranquillità di chi voleva analizzare bene la situazione, poi lasciandosi andare a urla, grida e un secondo tempo da tarantolato, tra un’esultanza per il gol di Piccoli, un cartellino giallo per proteste e la rabbia per le disattenzioni difensive. Portando, insomma, quella grinta necessaria a scuotere l’ambiente dal torpore in cui era finito a suon di prestazioni e risultati negativi, ma anche qualche spunto tattico interessante, dal 3-5-2 ai movimenti di Gudmundsson alle spalle di Piccoli. Al Viola Park società, Commisso in primis che ne ha condiviso e lodato le parole post Genoa, e giocatori sono stati tutti colpiti dal nuovo corso: calciatori e dirigenza hanno avuto una buona impressione per l’impatto umile, determinato e realistico del tecnico, arrivato super determinato e calato alla perfezione nella realtà.








