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Ultimo aggiornamento: 18:36
Resta, Paolo Vanoli. Fino a data da concordarsi. Il 15 dicembre a Firenze è stata come la giornata del Gattopardo: tutto è cambiato perché nulla cambi. Anche se la mattina di lunedì sembrava presagire a qualcosa di molto più grosso. Si è cominciato con una riunione tecnica e strategica al Viola Park, prima del brindisi di Natale che non ha visto presenti due degli attori protagonisti: l’ad Ferrari e il ds Goretti. Erano chiusi in una stanza, i due, per parlare del futuro di Vanoli. E forse di un nuovo inserimento in società. Una figura forte (si vociferava di Prandelli, per ora senza però nessun risvolto) che potesse rasserenare gli animi e permettere alla squadra di uscire dalle secche di una classifica che preoccupa oltre misura.
Un garante, insomma. Come è stato Ranieri per la Roma lo scorso anno. Ma questo non è successo. Perché, alla fine, nell’incertezza, Vanoli ha diretto il suo allenamento e soprattutto ha capito, pur senza comunicazioni ufficiali, che sarà lui a dirigere la partita di Conference League contro il Losanna. Poi, si vedrà. La situazione a Firenze resta però decisamente critica. L’allenatore non è riuscito a dare una svolta (la media punti è rimasta uguale al periodo di Pioli: 0.4 a partita) ma soprattutto la squadra sembra aver perso quelle certezze, come De Gea o Kean, che l’anno scorso l’avevano trascinata verso ben altri risultati in campionato e pure in Europa.








