Mai fidarsi di un buco nero, neanche quando dorme. Può darsi infatti che, circondato dai gas torridi di cui si nutre, decida all’improvviso di risvegliarsi. E di concedersi un nuovo pasto, accompagnato da getti di plasma magnetizzato talmente potenti da essere visibili anche con i telescopi terrestri.

I due radiotelescopi

Paragonato a un vulcano che torna a eruttare dopo un lungo sonno, il buco nero J1007+3540 è stato osservato da due radiotelescopi, uno in Olanda (chiamato Lofar) e uno in India (il Giant Metrewave Radio Telescope).

Un silenzio lunghissimo

Dopo un silenzio che durava da 100 milioni di anni (quando sulla Terra abitavano i dinosauri), il buco nero ha illuminato all’improvviso la galassia attorno a lui con un lampo di plasma: lo stato della materia in cui l’energia è così alta che atomi ed elettroni vagano liberi senza legami. Le onde radio emesse da questo getto caldissimo hanno reso visibile il buco nero perfino dal nostro lontanissimo pianeta.