L’intelligenza artificiale entra nelle classi e soprattutto nella tragedia greca. La collaborazione tra Ey e l’Istituto Santa Maria di Roma ha messo in atto una delle prime sperimentazioni in Italia di applicazione concreta dell’IA nelle scuole, in particolare nello studio dei classici. Il progetto, che ha coinvolto una classe di studenti del quinto anno, consisteva nel tentare di coniugare lo studio tradizionale con l'uso consapevole dell'intelligenza artificiale. "Il progetto si è sviluppato in otto fasi – hanno raccontato gli studenti protagonisti –. Abbiamo iniziato con la lettura guidata dell’'Edipo Re' di Sofocle per individuare i nuclei tematici fondamentali, per poi organizzarsi in gruppi dedicati ai grandi temi della tragedia, tra cui identità, libertà, dolore, conoscenza, colpa", Gli studenti hanno poi appreso come utilizzare i Large Language Models (LLM) mediante la predisposizione di prompt, la loro verifica, e il loro miglioramento attraverso il dibattito e il confronto". Ey è da tempo in prima linea nella trasformazione della didattica italiana e ha messo a disposizione le proprie competenze tecnologiche e metodologiche, curando la formazione dedicata all'utilizzo dei LLM e supportando la progettazione e l'organizzazione dell'iniziativa. “L’obiettivo del progetto – ha spiegato Ey – è portare l’IA in classe in modo responsabile e operativo". La sperimentazione, infatti, è avvenuta in linea con il Piano Scuola 4.0 e in risposta alle nuove linee guida ministeriali per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle Istituzioni scolastiche”. Un progetto da cui emergono numerose opportunità per la scuola, ma anche rischi, sia a livello tecnico che normativo. L'intelligenza artificiale, infatti, presenta ancora zone d'ombra che rendono faticosa e complessa la sua applicazione all'interno dei settori come quello dell'istruzione. Il progetto promosso da Ey ha però permesso agli studenti di apprendere un approccio "nuovo" all'IA in classe, e ai docenti di approcciarsi a uno strumento che viene spesso visto con timore e riluttanza. Secondo Ey “la sperimentazione di questo nuovo approccio si inserisce in un contesto di profonda trasformazione della scuola italiana, che attraversa in modo trasversale le metodologie dell’insegnamento". Secondo uno studio EY-Sanoma, entro il 2035 il 60% delle competenze richieste ai docenti sarà ridefinito dall’impatto dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione. Inoltre, il mismatch medio tra competenze in esito ai percorsi di istruzione e la domanda delle imprese ha raggiunto in Italia il 47%, superando la media Ocse del 40,9%. Il coinvolgimento delle aree Tech consulting e People consulting di Ey ha permesso di guidare gli studenti nell’esplorazione critica delle potenzialità e dei limiti dell’AI, promuovendo un approccio consapevole. Il metodo, così come elaborato, potrebbe essere replicato in altri contesti dell’apprendimento e applicato ad ambiti sempre più ampi.