In questi giorni nella Conca d’Ampezzo è in vendita un manifesto, realizzato a quanto pare con l’Intelligenza artificiale, dedicato a “Milano Cortina” pur senza riferimenti ufficiali ai Giochi. Ma il collegamento è inevitabile, viste le immagini: la neve, le montagne, gli atleti degli sport invernali, per il versante meneghino il Duomo e per il lato dolomitico il Campanile. «Ma quello non è il nostro Cianpanìn», protestano i locali, alludendo al fatto che non è stata disegnata l’iconica costruzione di corso Italia, bensì una torre campanaria che a detta della stessa Ia (prontamente consultata dagli utenti social), dovrebbe trovarsi nella Bergamasca. In sé è un piccolo episodio di grafica fantasiosa, da inquadrare però nella stretta decisa dalla Regina verso chi non rispetta le regole olimpiche, oltre che l’autenticità dei simboli. Il sindaco Gianluca Lorenzi ha firmato un’ordinanza che vieta il cosiddetto “ambush marketing”, cioè l’associazione non autorizzata di un marchio a un evento mediatico o all'interno di uno spazio pubblico, definita dagli anglosassoni “un’imboscata”.
La premessa del municipio è che «è necessario escludere la presenza di persone che, senza titolo ad esercitare, al di fuori delle biglietterie autorizzate, offrono in vendita titoli di accesso alle competizioni», nonché di soggetti «che con banchetti di fortuna espongono merci (magliette, felpe, sciarpe, poster e bevande anche alcoliche) in spazi ed aree pubbliche e private al di fuori di quelli individuati dal Comune di Cortina d’Ampezzo».








