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Da alcuni anni María Corina Machado è la leader riconosciuta dell’opposizione venezuelana. Negli scorsi mesi il segretario di Stato statunitense Marco Rubio aveva parlato di lei come della persona che avrebbe gestito la transizione del paese verso la democrazia. Ma quando il 3 gennaio gli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela e catturato il presidente Nicolás Maduro le cose sono andate diversamente. Poche ore dopo l’attacco Donald Trump ha detto che Machado non aveva abbastanza «rispetto e sostegno» nel paese per guidarlo e ha sostenuto la vicepresidente di Maduro, Delcy Rodríguez.

Machado al momento è lontana dal suo paese: rientrarvi resta un’operazione pericolosa e oggi non ha alcun ruolo nella gestione politica successiva alla cattura di Maduro. Il Nobel per la pace con cui è stata premiata a ottobre sembrava certificare che fosse la principale alternativa democratica al regime venezuelano. Non è ancora chiaro esattamente in che modo gli Stati Uniti gestiranno la transizione post Maduro, né se saranno in grado di farlo senza provocare caos in Venezuela. Ma Machado in pochi giorni è passata da essere al centro della politica venezuelana a esserne quasi totalmente esclusa.