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Il Comitato per i Nobel a Oslo, in Norvegia, ha assegnato il premio Nobel per la Pace a María Corina Machado, leader dell’opposizione al presidente autoritario Nicolás Maduro in Venezuela.
Machado da alcuni anni è la principale figura dell’opposizione a Maduro, che governa dal 2013, con metodi sempre più autoritari e antidemocratici. A ottobre del 2023 Machado vinse con oltre il 90 per cento dei voti le primarie dell’opposizione in vista delle presidenziali del 2024, ma in seguito il regime venezuelano non le permise di candidarsi, per una condanna che le impedisce di ricoprire incarichi pubblici per 15 anni, che i principali osservatori ritengono motivata politicamente. A gennaio del 2025 fu brevemente arrestata e poi rilasciata; da mesi vive in clandestinità perché ricercata e minacciata dal regime.
Machado è un’ingegnera di 58 anni del partito Vente Venezuela, da lei stessa fondato nel 2012. È soprannominata la dama de acero (signora d’acciaio) e nel 2018 fu inserita dalla BBC nella lista delle 100 donne più influenti al mondo. Si definisce una liberale centrista profondamente anticomunista. Dopo i brogli delle elezioni presidenziali del 2024, in cui Maduro si era autoproclamato vincitore senza fornire dati sull’esito reale delle votazioni, Machado aveva invitato al boicottaggio delle seguenti elezioni parlamentari del 2025, che avevano quindi avuto una bassissima affluenza.











