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Ultimo aggiornamento: 12:05
Il Comitato norvegese per il Nobel ha deciso di assegnare il Nobel per la pace a Maria Corina Machado, oppositrice di Nicolas Maduro in Venezuela, per il suo “instancabile lavoro nella promozione dei diritti democratici del popolo venezuelano” e per la sua “lotta per raggiungere una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia”. Una “paladina della pace coraggiosa e impegnata”, ha esordito Jorgen Watne Frydnes, presidente del Comitato, nell’annunciare le motivazioni del Nobel. “Una donna – l’ha definita – che tiene accesa la fiamma della democrazia tra crescente oscurità”.
“Sono sotto shock – è stata la sua reazione – Questo è un premio per un intero movimento”. Machado, classe 1967, nel 2002 ha fondato Súmate, un gruppo di volontariato che promuove i diritti politici e monitora le elezioni. È stata deputata dell’Assemblea venezuelana dal 2011 al 2014 ed è tra i fondatori di Vente Venezuela, nel 2023 è stata candidata del suo partito alle primarie di Piattaforma Unitaria venendo inabilitata politicamente dal Controllore Generale della Repubblica. Nel 2024, insieme a Edmundo Gonzalez Urrutia, era stata insignita del Premio Sacharov del Parlamento Ue. Lo scorso gennaio, uscendo dalla clandestinità per un comizio, venne arrestata e rilasciata nel giro di poche ore. “Negli ultimi dodici mesi, Machado è stata costretta a vivere nascosta. Nonostante le gravi minacce alla sua vita, è rimasta nel Paese, una scelta che ha ispirato milioni di persone”, ha dichiarato Frydnes. “Quando gli autoritari prendono il potere, è fondamentale riconoscere i coraggiosi difensori della libertà che si alzano e resistono”, ha aggiunto.











