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10 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 14:18
La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo: María Corina Machado, una delle figure più visibili dell’opposizione venezuelana, è stata insignita del Premio Nobel per la Pace 2025. Con questo riconoscimento diventa la seconda donna latinoamericana a riceverlo, dopo Rigoberta Menchú nel 1992, e la seconda persona venezuelana a ottenere un Nobel, dopo Baruj Benacerraf, insignito del Nobel per la Medicina nel 1980. Un premio che non solo celebra la sua traiettoria personale, ma restituisce al Venezuela un ruolo centrale sulla scena globale, oltre l’immagine di crisi e fratture che spesso lo accompagna.
Ingegnere industriale di formazione, Machado ha fondato nel 2002 l’organizzazione Súmate, dedicata alla difesa della trasparenza elettorale. Da allora la sua carriera è stata segnata da scontri e tensioni con il potere: eletta deputata all’Assemblea Nazionale (celebre il suo scontro con Hugo Chávez), è stata successivamente dichiarata ineleggibile, perseguitata da procedimenti giudiziari e indicata come “nemico interno” dello Stato. Nel 2023, nonostante il divieto politico del regime di Maduro, è stata scelta con un consenso schiacciante nelle primarie dell’opposizione, consolidandosi come simbolo di resistenza in un paese in cui la democrazia appare sempre più fragile.











