Nuovo durissimo scontro tra Federico Cafiero De Raho e Fratelli d'Italia. Mercoledì la Commissione Antimafia guidata dalla meloniana Chiara Colosimo ha presentato una relazione sullo scandalo dossieraggi in cui si punta il dito contro il deputato del Movimento 5 Stelle, ex procuratore nazionale antimafia. "Sapeva degli accessi illeciti", si legge nel documento. Il grillino era a capo della Superprocura quando il finanziere Striano "spiava" per i giornali amici.
De Raho, intervistato dalla Stampa, ha parlato di "una vendetta politica, una macchinazione gravissima ai miei danni, indegna di una democrazia. Si vogliono collegare gli accessi abusivi di Striano direttamente alla responsabilità del procuratore nazionale, ma non è così".
DOSSIERAGGIO, L'AMMISSIONE DI DE RAHO AI PM: "ACCESSO ALLE BANCHE DATI"
Il 20 maggio 2025, in Procura a Roma, viene convocato l’ex procuratore antimafia Federico Cafiero De Raho, oggi de...
"Io Striano non l'ho mai conosciuto - aggiunge -, non ho mai avuto rapporti con lui. La documentazione arrivava sulla mia scrivania dagli uffici competenti. E gli accessi di Striano sulla maggioranza e sul ministro Crosetto sono avvenuti quando ero andato via da mesi dalla Direzione nazionale antimafia. Gli stessi atti sulla Lega nella relazione sono infarciti di falsità". Quindi una frase, pesantissima: "Il clan dei Casalesi ha mandato varie volte dei killer con il compito di uccidermi, per fortuna ero ben protetto e la camorra non mi ha ucciso. Oggi qualcuno in politica prova ad abbattermi ma non ci riusciranno. Io, davvero, non ho nulla di cui rimproverarmi, ho fatto tutto quello che il mio ruolo richiedeva avevamo anche chiesto invano al ministero della Giustizia di mettere in sicurezza i nostri sistemi e le nostre banche dati".









